Emergenza

Capita ad ogni pilota prima o poi.
Che sia piccola, che sia grande, che sia quasi “invisibile”, ma prima o poi capita a tutti.
Capita di dimenticarsi un bottone, di virare dalla parte sbagliata, di fare qualche errore prima o poi.

Capita qualcosa di inaspettato che ti fa gelare per un attimo il sangue.

Una volta eravamo in volo con la pattuglia sopra il mare, andavamo a Malta, era una giornata perfetta.
Niente vento, nessuna cosa da segnalare, un volo di trasferimento come tanti altri.

Solo che proprio in mezzo al niente, proprio in mezzo al mare, la pressione del carburante inizia a scendere.
Non era mai scesa cosi tanto.
Vedo la lancetta scendere velocissima verso lo 0.

Rientravamo da Thiene io e Franc, un volo di circa 40 min, niente di che.
Lo sento in radio “chiudi il serbatoio di sinistra”…e io gli dico “come hai detto scusa ?”
“si chiudi, guarda cosa succede quando finisci il carburante sul serio”.
Io senza pensarci un attimo lo faccio, e aspetto…Ci vogliono un po di secondi prima che il carburante non arrivi più al motore, deve finire prima tutto quello che c’è nei tubi, poi arriva l’aria…e spegne tutto.
Questa è la teoria.
La pratica è che quando veramente il carburante non arriva più, vedi la lancetta dello strumento della pressione scendere a 0, conti fino a 3, e il motore inizia a borbottare, poi l’elica si ferma.
Silenzio.
La velocità diminuisce leggermente e c’è un gran silenzio.
Vedevo Franc che rideva, abbiamo perso forse 1 metro di quota prima di sentirlo in radio “ora metti l’altro serbatoio, inserisci la pompa, e accendi l’aereo”…
vedere un aereo vicino a te, sentire la voce di Franc, era come giocare.

Ma quella sensazione della lancetta, della velocità che scende, mi si è fissata dentro.

Sul mare, per Malta, quando ho visto la lancetta scendere cosi rapidamente sono tornato a quel volo con Franc…

Chiamo il leader in radio e gli dico “Corrado qui la lancetta della pressione del carburante sta scendendo, venite a lanciarmi un gommone ?”
Corrado mi risponde “a quanto sei ora ? è scesa sotto l’1 ?”, “no, sono ancora a 1.5, è li ferma ora..sembra non andare più giù”.
“il motore gira bene ? lo senti borbottare ?”
“no, il motore va bene, nessun borbottio”…”allora è lo strumento, quando arriviamo lo controlliamo, tu ascolta il motore.”

E cosi ho finito il mio volo senza altri problemi, la lancetta ha continuato a salire e scendere, ma il motore è sempre andato bene…
è stato un bel volo, come quello di Thiene.

Un’altra volta eravamo in allenamento, in 4, io ero il numero 2, Corrado 1, alberto 3, claudio 4.
Finito l’allenamento rientriamo a casa, siamo in finale, vicino la pista, il numero 1 chiama in radio il carrello:
” 1 carrello fuori e luce verde”, “2 carrello fuori e luce verde”… silenzio.
Guardo alla mia destra e vedo alberto armeggiare con il suo carrello..niente luce verde, niente carrello.
“alberto non hai il carrello fuori, sono nella tua ala sinistra”, rimetto il mio carrello dentro e mi metto in ala di Alberto per accompagnarlo fino a terra.
Facciamo tutta la pista, riattacchiamo e ci riportiamo in sottovento, Alberto riprova a estrarre il carrello un paio di volte, alla seconda viene fuori a mano.
“3 carrello fuori e luce verde”, mi fa un ok con la mano e io dalla mia posizione di ala sinistra mi allargo un po ed estraggo il mio carrello.
Sento Alberto ridere “marco guarda che la pista è li davanti…”
io lo guardo perplesso e gli faccio un cenno con la mano…e lui “non hai il carrello tu questa volta”.

Cosi riattacchiamo ancora, lui nella mia ala, avevo avuto anche io un’emergenza carrello, ho estratto a mano anche io…e dopo due giri di pista siamo scesi insieme.

Ad ogni pilota capita un’avventura.
Sapere di avere sempre qualcuno in ala è rassicurante.
Io ho sempre pensato di avere qualcuno in ala, che mi tiene per mano ogni volta.

Ed è bella quella sensazione.